la cerimonia
La ferita è ancora troppo recente per essere completamente rimarginata.

E tutti coloro che a Riccardo Regi hanno voluto bene fanno grande fatica a parlarne senza un pizzico di commozione, coniugando i verbi al passato. Ma di una cosa ieri, durante la cerimonia per l’intitolazione a suo nome dello studio di Radio Corriere dell’Umbria, tutti erano certi: Riccardo Regi, già vicedirettore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere, sarebbe stato entusiasta di partecipare all’avventura radiofonica, ultima creatura in casa Corriere.

Il perché lo ha riassunto perfettamente il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Luca Benedetti: “Questo posto incarna le due grandi passioni di Riccardo, la musica e l’informazione”. Alla cerimonia di intitolazione, un momento informale e allo stesso tempo carico di profondo affetto per Riccardo e per Sabrina Busiri Vici, moglie e collega del Corriere dell’Umbria, hanno preso parte in tanti: tutti i giornalisti della redazione umbra, il direttore del Corriere dell’Umbria, del Gruppo Corriere e di Radio Corriere dell’Umbria, per anni collega di Regi, Sergio Casagrande, l’amministratore unico del Gruppo Corriere, Marco Corridori, il nuovo amministratore unico che assumerà la carica il primo febbraio, Federico Ricci, i vicedirettori Federico Sciurpa e Alfredo Doni e tanti ex colleghi come Claudio Bianconi, Diego Aristei, Leonardo Malà, Anna Lia Sabelli Fioretti.

In rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti, oltre al presidente Luca Benedetti, hanno partecipato anche la vicepresidente, Donatella Binaglia, e la consigliera, Donatella Miliani. Tanti anche gli amici di Regi che non sono voluti mancare. Tra loro il cognato, Michele Busiri Vici, Stefano Tofi e Luca Castellani del suo gruppo L’Estate di San Martino, l’amico Maurizio Minuti, l’ex compagno di scuola Stefano Pacchierotti, il giornalista Gino Goti e Alessandra Clemente, vedova del collega del Corriere dell’Umbria, Mauro Barzagna, scomparso prematuramente lo scorso marzo.

È stato il direttore, Sergio Casagrande, a ricordare Riccardo: “È una delle colonne che ha fatto la storia di questo giornale, se oggi il Corriere è ancora in piedi ed è solido lo si deve a figure come quella di Riccardo. Lo dico con convinzione e nostalgia”. Casagrande ha voluto ricordare anche Mauro Barzagna: “Pure lui, come Riccardo, sarebbe stato di grande aiuto se fosse stato qui. Lo abbiamo perso prematuramente in tempi rapidi e scioccanti. Riccardo e Mauro erano amici tra loro e grandi amici dei giornalisti del Corriere”. Ed è stato proprio un ex collega, Claudio Bianconi, a sottolineare che Regi “è stato un grande sprone, sapeva infondere a tutti la voglia di non mollare”.

Anche il giornalista Leonardo Malà, ha applaudito alla scelta fatta: “La sala radio è azzeccatissima, Riccardo ci avrebbe dormito dentro”. La vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Donatella Binaglia, ha voluto evidenziare che “Riccardo era un’anima bella”. La consigliera dell’Ordine, Donatella Miliani, ha inoltre ricordato l’impegno dello stesso Riccardo proprio in favore della categoria: “Diceva che non ci si doveva mai tirare indietro”. E in diversi hanno raccolto il suo testimone: negli organismi di rappresentanza, in quelle pagine di cultura che curava con tanta dedizione e adesso, anche nello studio radiofonico, dove quella targa non porterà solo un nome, ma soprattutto per chi verrà, sarà fonte continua di ispirazione.
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