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Ottavo centenario

Gubbio nel segno di San Francesco: presentato il ricco programma

Tutte le iniziative promosse nella seconda patria del Poverello

08 Gennaio 2026, 12:44

Gubbio nel segno di San Francesco: presentato il ricco programma

Gubbio è la seconda patria di San Francesco. Nella cittá di pietra ha indossato il saio regalatogli dalla famiglia amica degli Spadalonga, a Gubbio ha conosciuto la figura di Sant’Ubaldo il Santo della Riconciliazione, tappa determinante nel cammino che lo ha portato ad essere il Santo della Pace (Pace e Riconciliazione sono sinonimi l’uno dell’altro), sempre sotto il Monte Ingino cantato da Dante nell’undecimo canto del Paradiso, ha ammansito la lupa feroce.

E Gubbio domenica pomeriggio inaugurerà in maniera solenne l’anno francescano in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo Poverello nella chiesa a lui dedicata in Piazza Quaranta Martiri. È prevista anche un’esibizione degli Sbandieratori proprio all’interno della chiesa, durante un canto francescano.

Ieri nella sede della Fondazione Perugia il Comitato cittadino permanente “Francesco a Gubbio”, ha presentato “Gubbio 2026. Nel segno di Francesco”, alcuni degli eventi che caratterizzeranno il programma delle iniziative culturali lungo un percorso che intreccia storia, arte e spiritualità nella città dell’incontro tra il Santo e il lupo, simbolo universale di dialogo e pace. Erano presenti il sindaco Vittorio Fiorucci, il vescovo di Gubbio e Città di Castello Luciano Paolucci Bedini, l’assessore alla cultura Paola Salciarini, la presidente dell’assemblea legislativa Regione Umbria Sarah Bistocchi, la docente dell’Università per Stranieri di Perugia e storica dell’arte Cristina Galassi, il responsabile delle Gestione Museali di Opera Laboratori Firenze Luigi Mammoccio, il vicario generale della diocesi eugubina don Mirko Orsini, padre Marco Bellachioma guardiano del convento di San Francesco in Gubbio e Federico Fioravanti ideatore e direttore del Festival del Medioevo.

Come avevamo anticipato la mostra “Frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro” sarà prorogata fino al 19 aprile. Promossa dal Comune, dalla Chiesa Eugubina, dal Museo Civico di Palazzo dei Consoli e dal Museo Diocesano di Gubbio, in collaborazione con la Fondazione Perugia e con l’organizzazione e il sostegno di Opera Laboratori, in poco più di tre mesi (è stata inaugurata il 27 settembre scorso e si sarebbe dovuta concludere con domenica prossima 11 gennaio), è stata visitata da oltre 10 mila persone. Curata da Cristina Galassi e Ettore Sannipoli, la mostra-evento riunisce per la prima volta oltre 250 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, manoscritti, incisioni e libri illustrati, provenienti da musei, archivi, biblioteche e collezioni private italiane ed estere, esposte nelle tre sedi di Museo Civico di Palazzo dei Consoli, il Museo Diocesano e Logge dei Tiratoi.

Confermata anche la nostra anticipazione sulla nuova location della 12esima edizione del Festival del Medioevo, dedicato quest’anno a San Francesco. Con il tema "Il tempo di Francesco. Homo Hominis Lupus", il festival si svolgerà dal 23 al 27 settembre 2026 nel chiostro del Convento di San Francesco di Gubbio dove saranno allestiti due gazebo. Saranno cinque giorni arricchiti da mostre, mercati, spettacoli, rievocazioni, focus tematici, attività didattiche.

Tra i progetti più significativi ci sarà poi il ciclo di incontri “Nella tana del lupo”. “Nel centenario francescano - spiega una nota - la Biblioteca Comunale Sperelliana di Gubbio e la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia, propongono cinque conversazioni dedicate alla figura del lupo, animale potente e controverso, capace di attraversare secoli di immaginario religioso, letterario e popolare fino a tornare oggi protagonista del dibattito pubblico. Cinque incontri, il primo domenica 17 gennaio, l’ultimo il 10 aprile, per esplorare il lupo nella sua duplice natura: creatura reale e al tempo stesso simbolo di paura, conflitto, ma anche riconciliazione, equilibrio e convivenza”.

E poi tanti altri eventi, promossi da associazioni, scuole, Università della Terza Età, enti ecclesiali e dalla comunità, “per attualizzare il messaggio di Francesco attraverso un lavoro collettivo e corale”.

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