Foligno
Messe praticamente in archivio le festività, è tempo di bilanci anche per le strutture ricettive cittadine. Insomma, come sono andate le prenotazioni? Spalmate su tutto il periodo natalizio o piuttosto concentrate a ridosso di date particolari? E quindi soggiorni di breve o lunga durata? A fare il punto sono gli stessi referenti territoriali per il settore alberghiero ed extralberghiero.
"L'occupazione media delle strutture – spiega il referente per Foligno di Federalberghi, Marco Baldassarri – ha toccato quota 70% solo nei giorni intorno a Capodanno, quindi dal 31 dicembre fino massimo al 2 gennaio. Prenotazioni quasi nulle, invece, a Natale, mentre per il ponte dell'Epifania, rispetto cui hanno pesato anche condizioni meteo e riapertura delle scuole, l'occupazione registrata è bassissima. Di fatto, richieste tutt'altro che spalmate sull'intero periodo delle festività."
Ad arrivare a Foligno, "scelta soprattutto come base di appoggio per altri spostamenti e perché risulta ancora economica, sono per la maggior parte turisti dalle regioni limitrofe, in particolare dal Lazio, primo bacino d'utenza". Insomma, stando a Baldassarri, "non c'è stato tutto questo movimento di turismo in città e gli alberghi non erano chiaramente pieni". Il referente parla dunque di "trend in linea con lo scorso anno, con l'unica differenza – dice – che, allora, avevamo ospitato gli organizzatori del Capodanno Rai".
Sul banco degli imputati per ciò che riguarda il flusso scarso, evidenzia quindi Baldassarri, "la programmazione e l'organizzazione tardiva di eventi capaci di attirare e trattenere turisti, così come la mancanza di comunicazione tra istituzioni e strutture, che offre come inevitabile risultato una gestione frammentaria degli eventi stessi: in questo senso l'immagine che stiamo dando di Foligno parla di una totale disorganizzazione nella gestione di qualsiasi manifestazione. Capita sovente che a comunicarcele siano proprio gli organizzatori. Mancano eventi programmati da tempo – conclude – che possano fare da collettore. E il turismo, e quindi le strutture ricettive, di certo non possono sorridere."
Dall'alberghiero, all'extralberghiero. "Di prenotazioni ce ne sono state – spiega Alice Berrichillo, presidente dell'associazione B&b Nel Cuore Verde dell'Umbria – anche se non abbiamo registrato un vero e proprio boom, anzi abbiamo osservato un leggero calo rispetto allo scorso anno."
"Per quanto riguarda la durata dei soggiorni – prosegue –, si parla di due o tre notti al massimo, quindi permanenze non prolungate e soprattutto concentrate intorno a Natale e Capodanno. Non semplice – aggiunge la referente – rintracciare le cause di questa leggera flessione delle prenotazioni. Anche perché, di fatto, il calendario permetteva quest'anno di concedersi vacanze più lunghe, vista la possibilità di sfruttare ponti come quello dell'Epifania. A scegliere le nostre strutture – conclude il numero uno dell'associazione – soprattutto turisti italiani."
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