UMBRIA
Non è una partenza col botto quella dei saldi in Umbria. È quanto fa sapere il presidente della Confesercenti regionale, Giuliano Granocchia. “Gli acquisti per il momento non vanno fortissimo - spiega al Corriere dell'Umbria - come gli acquisti di Natale del resto, che non sono andati benissimo”. Il 3 gennaio, primo giorno di sconti codificati, non ha fatto registrare il pienone quindi. Conferma Carlo Petrini di Federmoda (Confcommercio): “E' una question dio date - spiega - siamo ancora in mezzo alle feste e nelle scorse settimane ci sono state già occasioni di spesa. Come ogni anno siamo sicuri che la settimana migliore sarà la seconda”.
La spesa media del resto è di 137 euro a persona secondo le stime dell'Ufficio studi di Confcommercio. Lo shopping con lo sconto andrà avanti sino al 4 marzo e quindi c'è tempo per recuperare.
I saldi invernali rappresentano il primo evento promozionale dell'anno e tra i maggiori per dimensioni, con un fatturato stimabile quest'anno in circa 6 miliardi di euro. Le vendite anticipate, però, sottolinea sempre Confesercenti, ne stanno diluendo l'impatto. Tra il 26 dicembre e l'avvio formale dei saldi invernali si sta infatti consolidando un periodo promozionale di fatto, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a saldi privati, pre-saldi, winter pre-sale e exclusive sales. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi. E visto che poi la maggior spesa si concentra prima di Natale per i regali da mettere sotto l'albero (quest'anno come evidenziato da Granocchia senza grandi exploit) e per l'abbigliamento prima di Capodanno, i saldi partono giocoforza a scartamento ridotto e la tredicesima già intaccata. Peraltro non solo dalle spese di cui sopra ma da tutti gli aumenti - tariffe e tasse - previsti per questi giorni di inizio anno. Tra questi l'addizionale Iperf regionale, di cui abbiamo ampiamente trattato. Con i salari medi che nel Cuore verde, e il dato è storico, sono costantemente sotto la media nazionale. Di conseguenza il potere d'acquisto.
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