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Sei milioni di pellegrini in Umbria per il Giubileo. Il vescovo Sorrentino: "Ora un nuovo inizio"

Ad Assisi e Foligno ieri le celebrazioni che hanno concluso l’Anno Santo della speranza. Don Zampa: "Forte partecipazione dei giovani"

Catia Turrioni

05 Gennaio 2026, 09:28

Sei milioni di pellegrini in Umbria per il Giubileo. Il vescovo Sorrentino: "Ora un nuovo inizio"

Le celebrazioni nella cattedrale di Assisi e nel santuario di Santa Angela, a Foligno, hanno chiuso ieri in Umbria l' Anno Santo della speranza. Ma un Giubileo, come ha ricordato monsignor Domenico Sorrentino nella sua omelia, è fatto per continuare: non si chiude, ma si schiude. Il vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno ha sottolineato il significato profondo di questa apertura.

Significa non smettere di lottare per la libertà del mondo da ogni forma di schiavitù, a partire da quelle spirituali. Significa invocare la pace, denunciando l'iniquità della guerra e la follia delle armi. Significa impegnarsi per un mondo in cui l'ineguaglianza lasci spazio alla giustizia e la sapienza di Dio si manifesti in relazioni improntate alla fraternità”.

A tracciare un bilancio dell'Anno Santo in Umbria è don Giovanni Zampa, vicario generale delle diocesi sorelle di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno e coordinatore della segreteria pastorale regionale della Conferenza episcopale umbra.

All'inizio è stato un cammino lento - osserva don Zampa - ma con il passare dei mesi la partecipazione è cresciuta in modo impressionante, soprattutto grazie agli eventi dedicati ai giovani”.

Anche a livello locale il Giubileo ha lasciato un segno profondo, scandito da tappe ben distinte: dall'apertura ufficiale del 29 dicembre 2024 nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, alla costante presenza di migliaia di giovani nella città serafica, fino alla canonizzazione di san Carlo Acutis, al pellegrinaggio regionale del 13 settembre a San Pietro con oltre 6.500 fedeli umbri e alla visita di Papa Leone XIV in Umbria, lo scorso 20 novembre, in occasione dell'assemblea della Conferenza episcopale.

Quantificare con precisione l'afflusso dei pellegrini non è semplice, anche per i numerosi passaggi attraverso canali privati. “Le stime parlano di circa sei milioni di pellegrini transitati in Umbria dall'inizio dell'Anno Santo”, spiega don Zampa. Un numero significativo anche rapportato agli oltre 30 milioni registrati a Roma. Dal punto di vista dell'accoglienza, il territorio ha retto bene la prova. “Le parrocchie hanno svolto un lavoro enorme”, sottolinea Zampa.

Il Giubileo è stato anche una sorta di prova generale per il futuro. “È andato tutto bene - osserva con realismo Zampa - ma resta ancora molto da fare. L'esperienza maturata, però, è un patrimonio prezioso, soprattutto in vista degli eventi che ci attendono nei prossimi mesi”.

Uno degli aspetti più evidenti è il cambiamento del profilo del pellegrino. “L'età media si è abbassata nettamente - rileva don Giovanni Zampa - Arrivano molti più giovani, caratterizzati da grande mobilità e da esigenze diverse: un'ospitalità più semplice, più economica, più rapida”.

Un'evoluzione che incide sull'intero sistema dell'accoglienza, dagli alberghi alla ristorazione, fino ai servizi. È cambiata anche la provenienza dei pellegrini. “Accanto ai flussi tradizionali dal Nord Europa e dal Nord America - conclude Zampa - crescono in modo significativo quelli dal Sud America, in particolare dal Brasile, e dall'Asia, come Corea e Filippine. È il segno che l'Umbria e Assisi parlano ormai a un mondo sempre più ampio”.

Con la chiusura del Giubileo, l'attività non si arresta. “La macchina non si ferma”, assicura Zampa. Sabato, alle 10, si apriranno nella basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola le celebrazioni per l'VIII centenario della morte di san Francesco.

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