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Partono i saldi invernali in Umbria: spesa media di 137 euro a persona

Cauto ottimismo tra i commercianti che parlano di "date da rivedere": sconti sino al 4 marzo

Catia Turrioni

03 Gennaio 2026, 09:48

Partono i saldi invernali in Umbria: spesa media di 137 euro a persona

Prende ufficialmente il via oggi la stagione dei saldi invernali, che accompagnerà i consumatori umbri fino a mercoledì 4 marzo. Un appuntamento atteso, ma vissuto quest’anno con un misto di interesse e cautela, in un contesto economico che spinge a ponderare bene ogni acquisto. Le stime dell’Ufficio studi Confcommercio parlano di una spesa media di circa 137 euro a persona, che sale a 303 euro per famiglia. Numeri che fotografano una propensione all’acquisto moderata, lontana dagli eccessi del passato ma comunque significativa per il comparto.  Nei negozi di moda si punta su un vasto assortimento di prodotti stagionali e di qualità, proposti a prezzi ribassati, con l’obiettivo di intercettare una clientela sempre più attenta al rapporto tra costo e valore.

Tra i commercianti prevale un cauto ottimismo, accompagnato però da alcune criticità ormai note. In molti sottolineano come la collocazione dei saldi subito dopo le festività non rappresenti una scelta ideale: famiglie e singoli consumatori arrivano a gennaio dopo aver già sostenuto spese importanti per Natale e Capodanno, riducendo di fatto la capacità di spesa proprio nella prima fase degli sconti. Una situazione che incide anche sulla programmazione delle imprese. “Questa modalità di vendita deve essere rivista in considerazione dei tanti cambiamenti del mercato e dei nuovi comportamenti di acquisto”, ha più volte evidenziato il presidente regionale di Federmoda Confcommercio, Carlo Petrini, richiamando l’attenzione sulla necessità di regole più aderenti alla realtà attuale, segnata da promozioni anticipate e da una concorrenza sempre più forte dell’online.

Proprio per evitare equivoci e acquisti poco consapevoli, Confcommercio ricorda alcune regole fondamentali.
Il cambio della merce non è un diritto automatico: se il prodotto è integro e conforme, spetta al negoziante decidere se accettarlo o meno. Diverso il caso dei capi difettosi o non corrispondenti a quanto dichiarato, per i quali la legge prevede l’obbligo di riparazione o sostituzione, e in alternativa la riduzione o la restituzione del prezzo. La possibilità di provare gli indumenti resta a discrezione del commerciante, mentre per i pagamenti devono essere accettate le carte e, più in generale, vanno favoriti i sistemi cashless. Attenzione anche ai prodotti in vendita: possono essere messi in saldo solo articoli stagionali o di moda, destinati a perdere valore se non venduti entro un determinato periodo. I prezzi, infine, devono essere indicati in modo chiaro e trasparente, riportando il prezzo normale di vendita, la percentuale di sconto e il prezzo finale, calcolato sulla base del valore più basso applicato nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi.

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