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Il prezzo del gasolio torna a superare quello della benzina anche in Umbria con l’inizio del nuovo anno. Da ieri, infatti, è entrato in vigore il riallineamento delle accise e a pagare da subito sono soprattutto le auto a gasolio, che nella regione restano una quota significativa del parco circolante, circa 294 mila vetture secondo i dati Aci più recenti. L’aumento fiscale si applica alle forniture in arrivo, mentre per il carburante in giacenza nei distributori restano ancora valide le vecchie accise. Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in alcuni distributori delle province di Perugia e di Terni già ieri il prezzo del diesel risultava in media di circa 4 centesimi al litro più alto rispetto alla benzina.
Il Codacons calcola che la misura porterà nelle casse dello Stato circa 552 milioni di euro di entrate aggiuntive nel 2026. Considerando anche l’Iva al 22%, un pieno di gasolio da 50 litri costerà 2,47 euro in più rispetto alla fine del 2025. Su base annua, ipotizzando due rifornimenti al mese, l’aggravio stimato è pari a circa 59,3 euro per autovettura. Il conto diventa più pesante se si somma all’incremento di gennaio anche l’aumento di 1,5 centesimi al litro già scattato lo scorso maggio: in questo caso il rincaro complessivo per un pieno sale a 3,38 euro, pari a oltre 81 euro all’anno per chi viaggia abitualmente a gasolio.
Per i motori a benzina, invece, la legge di Bilancio prevede una riduzione dell’accisa sulla verde di pari entità, con l’obiettivo di compensare parzialmente l’aumento del diesel. Tuttavia, secondo il Codacons il risparmio rischia di restare sulla carta: a maggio 2025 l’aumento dell’accisa sul gasolio si era riflesso immediatamente sui prezzi alla pompa, mentre la diminuzione per la benzina aveva prodotto ribassi minimi o quasi impercettibili per i consumatori. Per evitare che la situazione si ripeta, Assoutenti chiede al governo di attivare Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, affinché controlli l’applicazione corretta del riallineamento fiscale. L’associazione si dichiara pronta a rivolgersi anche alla Finanza e all’Antitrust per contrastare eventuali speculazioni ai danni dei consumatori.
“Gli interventi di maggio hanno dimostrato una applicazione non corretta delle disposizioni – ha detto il presidente Gabriele Melluso – con la benzina che non ha registrato riduzioni pari al taglio delle accise. Non vorremmo che accadesse di nuovo a gennaio: sarebbe un danno economico per gli automobilisti e una speculazione vietata dalla legge”. Intanto il ministero delle Imprese e del Made in Italy ci tiene a sottolineare che comunque sta proseguendo la discesa dei prezzi medi dei carburanti alla pompa iniziata lo scorso 26 novembre, in linea con l’andamento dei mercati internazionali della materia prima e dei prodotti raffinati. Il Ministero fa sapere che continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Finanza eventuali anomalie nei punti vendita, a garanzia della trasparenza e della correttezza del mercato.
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