Perugia
Il cartello in vetrina
A Perugia, in centro, l'ultima storica cappelleria cede l'attività. Clara Pula e Loredana Martini, amiche e socie da 39 anni si alternano dietro il bancone della Cappelleria Clizia in corso Cavour, proprio ai piedi delle scalette di Sant’Ercolano. Ma ora è arrivato il momento di passare la guardia.

Perciò da tempo in vetrina c’è un annuncio in cui si legge: “Cedesi attività. Dopo anni di lavoro abbiamo deciso di cedere l’attività e se qualcuno fosse realmente interessato a rivelarla saremmo ben disponibili a fornire tutto il supporto necessario . E’ un attività storica e sarebbe bello che qualcuno interessato si facesse avanti”. “Alla fine abbiamo deciso così – spiega Clara - perché io ho 78 anni e la mia collega, sebbene più giovane, senza di me a fianco non se la sente di andare avanti”. Negli anni Ottanta Clara e Loredana rilevarono la cappelleria da Minciaroni. Clara, in particolare, prima lavorava in fabbrica “Alla Malbe, da Fagioli”, poi la svolta. “Facendo i conti - afferma la titolare - il negozio oggi ha più di cento anni e a noi ha dato sempre tante soddisfazioni perché abbiamo sempre creduto in questo lavoro puntando sulla qualità dei prodotti”.
Gli articoli che Clara e Loredana vedono sono cappelli italiani e bottoni di ogni tipo “quelli buoni, come non se ne vedono più in giro”, precisa Clara. “Perché oggi la gente preferisce ricomprare una giacca quando perde un bottone piuttosto che riattaccarlo”.

Insomma, i ricordi sono tanti e le soddisfazioni ci sono state, oggi racchiuse in quelle decine di cassetti di legno finemente lavorati che fungono da parete. Ma bisogna cambiare vita. “Eppure sembra più difficile di quanto pensassimo - ribadisce Clara -. Da più di un mese abbiamo messo l’annuncio e nessuno si è fatto avanti; le agenzie a cui ci siamo rivolte hanno alzato le braccia, eppure le potenzialità ci sono tutte, chi entra trova un’attività avviata, con un arredamento particolare che fece a mano un artigiano dell’epoca su disegno dell’architetto, pensi che i turisti entrano per scattare le foto e le guide ci menzionano come tappa nei tour cittadini. Nonostante tutto oggi sembra che soprattutto i giovani non vogliano lanciarsi nel commercio”. E’ anche un problema relativo alle difficoltà del centro storico? “Non vedo un bel futuro se non si fa qualcosa: se si lasciano chiudere i negozi come il nostro il centro perde ogni vitalità. Basta puntare solo su bar e pizzerie siamo sommersi da locali così, preservare le attività storica deve essere una priorità”.
Una curiosità: perché ha scelto il nome Clizia? “Per un commedia all’epoca in scena al Pavone”. Bei tempi.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy