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Lo sciopero nazionale del settore automobilistico scalda i motori in Umbria: l'incontro con il segretario Fiom De Palma

La Cgil: "Il cuore verde conta oltre 2000 dipendenti diretti del comparto e altri 4000 quelli dell’indotto"

Redazione Web

16 Ottobre 2024, 13:11

Lo sciopero nazionale del settore automobilistico scalda i motori in Umbria: l'incontro con il segretario Fiom De Palma

"Il settore automobilistico, che in Umbria conta oltre 2000 dipendenti diretti del comparto e altri 4000 quelli dell’indotto, è al collasso". Questi i dati che sono venuti fuori martedì 15 ottobre a Todi col segretario della Fiom Cgil nazionale, Michele De Palma. Un incontro che anticipa lo sciopero nazionale del settore, in programma venerdì 18 ottobre. "Acceleriamo verso un futuro più giusto - ha detto De Palma - Lo sciopero unitario e la manifestazione a Roma è per fermare il collasso e far ripartire il settore automotive italiano. Stellantis ha fallito gli obiettivi in termini di produzione e questo sta avendo effetti devastanti sulla componentistica in tutta Italia e anche in Umbria".

Il sindacato chiede "alla presidente del Consiglio di convocare a Palazzo Chigi il presidente di Stellantis, John Elkann, e l'ad, Carlos Tavares, con tutte le aziende dell'automotive perché è necessario raggiungere un accordo che stabilisca un pacchetto straordinario di risorse e di interventi per rilanciare l'industria dell'automotive e garantire l'occupazione. C'è bisogno di ridurre gli orari, c'è bisogno di formazione, c'è bisogno di accompagnare la transizione ecologica insieme alle lavoratrici e ai lavoratori e non contro”, ha concluso De Palma.

Marco Bizzarri e Alessandro Rampiconi, segretari generali della Fiom Cgil di Perugia e Terni, hanno rimarcato il crollo della produzione di un settore assolutamente strategico per l’Umbria, dalla componentistica alla filiera del tubo. “Di fronte a questa situazione drammatica la risposta della Regione Umbria è stata del tutto insufficiente - hanno sottolineato - un documento arrivato tardi, a ridosso della scadenza elettorale, che non mette in campo strumenti concreti che possano agevolare la necessaria riorganizzazione del settore e difendere l’occupazione”.

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