NARNI
Un omaggio all'ottocentenario della morte di San Francesco, al territorio e al miracolo che trasformò l'acqua in vino allo Speco di Narni, in provincia di Terni.
È al santo dell'Umbria e all'episodio di grande fede e spiritualità testimoniato da un doppio affresco presente nella cappella del luogo sacro sulle colline narnesi che è dedicato "Speco", il nuovo vino di Leonardo Bussoletti.
La presentazione ufficiale - dopo il lancio in anteprima al Vinitaly 2026 - è avvenuta giovedì 30 aprile a Narni, in occasione della Corsa all'Anello.
Nella sala "Ex Refettorio" di Palazzo dei Priori un numeroso pubblico, tra cui anche esperti del settore - da citare il presidente nazionale di Ais (Associazione Italiana Sommelier) Sandro Camilli, e Luigi Cremona, noto critico enogastronomico - sono state raccontate le origini del vino, l'idea, l'etichetta, le peculiarità.
A parlarne, moderati dal giornalista enogastronomico Antonio Boco, oltre a Leonardo Bussoletti, sono stati Marco Caprai, produttore vitivinicolo e suo amico e collaboratore, il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, e lo storico locale, Bruno Marone.
Proprio Marco Caprai ha giocato un ruolo chiave nel progetto, un "ispiratore" in qualche maniera. Lo ha raccontato lui stesso al pubblico, al quale ha innanzitutto rivolto un "Grazie, perché non è facile parlare di vino a feste che non trattano di questo. Vedere così tante persone è proprio la dimostrazione che il vino è il miglior biglietto da visita di un territorio. È quello che racconta in maniera più importante una terra. Una bottiglia di vino che va sulla tavola, di un ristorante o di una trattoria, è come un richiamo a un territorio, è l'unico prodotto sulla tavola con un nome evidente e definito. Non sappiamo ad esempio chi è il produttore della carne, ma del vino sì".
"L'edizione della Corsa all'Anello di quest'anno - ha poi sottolineato il noto produttore - è dedicata a Boccaccio, e lui parlava del doppio binario tra verosimile e fiabesco. Ecco, il vino è verosimile e fiabesco. Racconta emozioni che sono verosimili, che sono storie, che ricercano le nostre radici. Un ritorno alle nostre fonti".
"Speco" trae infatti ispirazione dal Sacro Speco di Narni, luogo di ritiro di San Francesco d'Assisi e posto di grande fascino e spiritualità, dove avvenne il miracolo del 1213, quando l’acqua venne trasformata in vino per dare sollievo al Santo durante la sua malattia. Una vicenda "narrata" nel doppio affresco visibile nell'eremo.
Caprai ha quindi spiegato il significato del nuovo vino. "Da anni con Leonardo Bussoletti collaboriamo con le nostre aziende. Poco tempo fa ero venuto a sapere di questa storia di Narni. Io sono un po' blasfemo, sapete. I francescani hanno sempre raccontato Francesco come un secondo Cristo e in questo loro racconto molti dei miracoli di Gesù Cristo hanno un fioretto di Francesco, scritto nelle storie francescane. Il primo miracolo di Gesù sono state le Nozze di Cana, con l'acqua trasformata in vino, perché la Madonna chiese di fare un miracolo affinché "ce ne sia a sufficienza", né troppo né poco: era il giusto consumo del vino che consideriamo anche oggi. Da questa storia, i francescani hanno raccontato l'evento che è accaduto nella campagna di Narni, allo Speco. San Francesco che trasforma l'acqua in vino. Questa è la straordinarietà delle nostre storie".
E ancora: "Il vino non è soltanto una varietà che qui ha trovato una terra di elezione, ma è fatto dagli uomini. Perché non basta mettere insieme il territorio, il suolo e una grande varietà per ottenere un grande prodotto, ma c'è bisogno della scintilla. E la scintilla è l'uomo".
"Personaggi come Leonardo - ha aggiunto Caprai - hanno avuto la capacità di aver prodotto 'scintilla' in un territorio. E da questo è nato anche questo vino, che è dedicato a una straordinaria figura della nostra storia, che ha illuminato la nostra civiltà".
È stata poi la volta di Leonardo Bussoletti, che ha iniziato da alcuni ringraziamenti: "L'affetto che vedo in questa sala è veramente enorme, tanti amici, tanti addetti ai lavori. Ringrazio l'amministrazione comunale, il sindaco Lorenzo Lucarelli ma anche la presidente dell'Associazione Corsa all'Anello Patrizia Nannini, perché sono sempre a disposizione, non solo per me ma anche per il nostro mondo, del vino, del Ciliegiolo, qualsiasi cosa io ho proposto in questi anni è sempre stata bene accolta".
Dopo le parole espresse per Bruno Marone e Antonio Boco, quelle rivolte a Marco Caprai: "Per me è un onore che Marco sia qui. È una persona molto cara. Nel nostro percorso e viaggio insieme, un giorno mi disse se avevo mai sentito parlare di questo miracolo della trasformazione allo Speco dell'acqua in vino. Gli risposi che conoscevo quel posto molto bene (ci abbiamo battezzato anche nostro foglio Riccardo) ma questo miracolo non era così evidente a tutti né si trovano informazioni in internet. Così un giorno presi un appuntamento con Padre Antonello, frate di riferimento dello Speco, e passando con lui 3-4 ore mi spiegò tutta questa storia. Mi fece vedere l'elmetto ancora esistente e mi portò nella cappella di fronte allo Speco dove ci sono due affreschi: uno a sinistra, originale, fatto all'epoca dei francescani, e uno quasi uguale, fatto a destra, per paura che il primo andasse perduto. Ne riparlai con Marco e da lì è partito il progetto".
E in merito al tipo di vino: "Speco non poteva non essere un Ciliegiolo, sapete per me quanto sia importante e quanto ho investito negli ultimi 20 anni su questo vitigno, che ritengo straordinario, e soprattutto sul territorio, perché credo - ha raccontato Bussoletti - che nessun vino e nessun vitigno possa uscire fuori da quello che è il legame con il territorio. Per noi è fondamentale il territorio, il vitigno, la visione: questo territorio ci ha dato tanto e noi cerchiamo di ridare qualcosa. Abbiamo iniziato con il progetto legato al restauro delle lunette di Sant'Agostino e oggi lo facciamo con Speco".
Ottenuto da uve Ciliegiolo in purezza vendemmiate manualmente nel settembre 2024, Speco nasce da suoli di argille bianche e calcare a 350 metri di altitudine. La vinificazione a chicco intero e il successivo affinamento di 12 mesi in tonneaux hanno dato vita a un rosso di grande identità. È un vino che riflette la filosofia della cantina: una struttura tannica decisa e una trama elegante, capace di evolvere oltre i dieci anni.
Davvero bella l'etichetta, realizzata dall'Agenzia Motive di Salerno, nella quale sono stati ripresi i 4 elementi fondamentali di quell'affresco che ricorda il miracolo: San Francesco, l'elmetto con il quale veniva sollevata l'acqua dal pozzo, lo speco (la fessura nella roccia), e l'ampolla.
Al termine della presentazione, spazio alla degustazione di "Speco" nella terrazza sul retro del Palazzo dei Priori. Una suggestiva location che, al tramonto, ha sugellato una prestigiosa occasione per scoprire un prodotto di qualità e una speciale vetrina per Narni e il suo territorio.
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